Pecunia non olet

22 Febbraio 2008

“Fate soldi, se potete in maniera onesta, se no fateli comunque”
(Orazio)

In questo caldo periodo di elezioni stranamente viene fuori che molti italiani se la passano male.
Tutti i politici, a destra e a sinistra, adesso sembrano accorgersi della famosa “quarta settimana” che molte famiglie non riescono a gestire economicamente.

Peró c’e’ anche chi se la passa peggio. Per esempio Paris Hilton.
La povera PARIS, appena uscita di galera, per aver guidato ubriaca e senza patenta, dopo essere stata lasciata dal fidanzato (ex marito di Pamela Anderson) si è trovata persino senza ereditá e potrebbe vedersi costretta a «tirare la cinghia».

Il nonno Barron Hilton imbarazzato dal comportamento della nipote ha deciso di non lasciarle nulla in ereditá. La maggior parte delle sue ricchezze (circa 2,3 miliardi di dollari) accumulate con gli alberghi (la famosa catena Hilton Hotels fu fondata dal padre Conrad nel 1919 quando compró un piccolo albergo in Texas) verrá destinato ad una fondazione di beneficenza.
Niente nemmeno alla sorella, senza gravi scandali al suo attivo, ma a bocca asciutta anche lei.

La povera Paris comunque giá da tempo si mantiene da sola: tra TV e pubblicitá si porta a casa circa 5 milioni di euro l’anno. Inoltre ha messo in vendita la sua villa sulle colline di Hollywood, ha incassato 4,25 milioni di dollari, e per un po’ dovrebbe riuscire a “campare”.

Comunque il sig Hilton si aggiunge alla fitta schiera di milionari che decidono di non lasciare ai figli in ereditá gli ingenti patrimoni accumulati durante tutta una vita, convinti che un’ereditá troppo sostanziosa possa condizionare la loro capacitá di sapersi gestire e nella maggior parte dei casi rovinargli la vita.
Bill Gates e Warren Buffet, tanto per citare i 2 uomini piú ricchi al mondo, o il meno famoso italiano Lorenzo Pelliccioli patron della De Agostini, hanno fatto lo stesso: poco e niente ai loro figli.

Io ricordo bene una cosa. A scuola i figli dei ricchi erano sempre quelli che avevano meno voglia di studiare.

E la statistica parla chiaro: il 95% delle aziende di famiglia non sopravvive alla terza generazione: i figli dei figli dei fondatori sperperano quel che nonni e genitori hanno accumulato.
Pensate solamente alle dinastie di grandi famiglie finite in rovina (in Italia ne abbiamo un paio).
O a giovani artisti di successo con la vita rovinata perché diventati ricchi in poco tempo, incapaci di gestire i propri soldi e la propria testa.

Forse cambieró idea, ma ai miei figli piacerebbe lasciare solo la migliore istruzione possibile, poi gli spetterá solo quel che saranno in grado di conquistarsi da soli.

“La maggior parte di questi coglioni laureati ad Harvard  non vale niente. In questo settore serve gente povera. Affamata”
(GORDON GEKKO, dal film “Wall Street”)

Giá una volta (http://www.appuntiperlarivoluzione.com/?p=19) dissi che per guidare la propria RIVOLUZIONE PERSONALE bisogna avere FAME.

Qual e’ la vostra opinione?
Se aveste un patrimonio di 2 miliardi di dollari che testamento disporreste?
Condizionereste il futuro economico dei vostri figli oppure no?
Cosa ne fareste di tutti quei soldi?

Universitá La Dementia

1 Febbraio 2008

“La domanda che a volte mi rende perplesso è: ma sono pazzo io o sono pazzi gli altri?”
(Albert Einstein)

 
La scorsa settimana vi sarete fatti un bel po’ di risate leggendo della ridicola vicenda dal Papa e della Sapienza.

In pratica il Rettore della piú antica universitá Italiana, La Sapienza di Roma, invita a parlare l’attuale Papa Benedetto XVI al termine della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico.
Alla notizia della visita di Papa Ratzinger, 67 professori scrivono una lettera al Magnifico Rettore manifestando il loro disappunto; in quanto scienziati fedeli alla ragione ritenengono incongruo l’evento; ne chiedono l’annullamento adducendo come motivazione un discorso che l’allora cardinale Joseph Ratzinger fece nel 1990 a Parma, riprendendo un’affermazione di Feyerabend: “All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto”
Dopo pochi giorni meno di un centinaio di studenti hanno contestato apertamente il diritto del Pontefice a esprimere la propria opinione, minacciando disordini e violenze.
Il Papa, evidentemente non gradito, ha quindi declinato l’invito per timore che la sua presenza suscitasse pericolose reazioni.

Vorrei fare poche semplici considerazioni:
- L’universitá La Sapienza fu fondata da un Papa, Bonifacio VIII, ma ora il Papa non puó parlarvi
- Il Papa è stato accolto in Turchia, in un paese islamico e ha potuto parlare, alla Sapienza no
- A Ratisbona, la piú prestigiosa universitá tedesca ha parlato. Alla Sapienza no
- Oreste Scalzone, ex brigatista rosso e omicida, poche settimane prima ha parlato alla Sapienza. Il Papa no
- In diverse universitá italiane hanno parlato Mike Buongiorno, Valentino Rossi (peraltro evasore fiscale), Vasco Rossi… tutti grandissimi esempi di “Sapientia”, per questo insigniti della laurea ad honorem. Il Papa no
- I docenti a La Sapienza sono 4500. Quelli che hanno protestato sono 67
- Gli studenti iscritti sono 120.000. Quelli che hanno protestato sono 80
- Il presidente iraniano (ricordo che l’Iran è una teocrazia) ha potuto liberamente parlare liberamente invitato dalla Columbia University, USA. Il Papa, in Italia, no.

Mi chiedo, fose tra i professori e gli studenti romani non c’era nessuno della facoltá di Giurisprudenza.
“Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero […]” Art.21 della Costituzione Italiana.

In effetti professori e studenti avevano il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero.
Secondo il mio modesto parere peró quello sparuto gruppo di docenti stranamente infervorati di improvviso amore per la Scienza, farebbero meglio ad occuparsi del degrado delle infrastrutture dell’universitá a cui appartengono, di migliorare la trasparenza nel reclutamento docenti e dell’eticitá dei loro rappresentanti, a partire dallo stesso Rettore che ha invitato il Papa (vedi commento sotto).

Dovrebbero occuparsi di argomenti un tantino piú attuali della difesa di Galileo, che se vivesse oggi in Italia probabilmente dovrebbe emigrare all’estero per farsi finanziare la scoperta del cannocchiale.

Questo é uno dei casi in cui non capisco se sono pazzi gli altri o sono pazzo io.

Tra parentesi, andate sul sito. Il motto della Sapienza, è “il futuro è passato qui”. Davvero? Non me ne sono accorto.

Tra un’altra settimana comunque ci saremo già dimenticati della vicenda. E buona notte. Fino alla prossima cretinata.
Caro Papa, non te la prendere, ci sono cose ben più importanti anche per Te, voglio sperare, che non la Sapienza di Roma, che da oggi per me diventa Universitá La Stoltezza. Anzi, La Dementia.
E voi che cosa ne pensate?

Il Futuro é giá passato, e non ce ne siamo accorti

15 Gennaio 2008

“Sarebbe stato bello incontrarci prima”
(dal film “Il dottor Zivago”)
 
Esistono persone che sono piú avanti dei tempi che vivono.
Troppo avanti, e per questo a volte non vengono compresi. Ogni tanto vorrei parlare su questo blog di alcune persone davvero rivoluzionarie per la loro epoca.

RIVOLUZIONARIO:
“che rinnova profondamente, o mira a rinnovare radicalmente, un ordine prestabilito”
(Dizionario Garzanti)

Provate a leggere il testo di questa canzone.
“Abbasso e alè, abbasso e alè con le canzoni, senza fatti e soluzioni, la castità, la verginità, la sposa in bianco il maschio forte, i ministri puliti i buffoni di corte, ladri di polli, super pensioni, ladri di stato e stupratori
NUNTEREGGAE PIÙ
il grasso ventre dei commendatori, diete politicizzate, evasori legalizzati, NUNTEREGGAE PIÙ
auto blù, sangue blù, cieli blù, amore blù, rock and blues
NUNTEREGGAE PIÙ
Maurizio Costanzo Mike Bongiorno Nureyev Raffa Guccini
NUNTEREGGAE PIÙ
onorevole eccellenza cavaliere senatore nobildonna eminenza monsignore
NUNTEREGGAE PIÙ
Immunità parlamentare, abbasso e alè, il numero 5 sta in panchina s’è alzato male stamattina mi sia consentito dire, il nostro è un partito serio, disponibile al confronto, nella misura in cui alternativo, aliena ogni compromesso
NUNTEREGGAE PIÙ
se quest’estate andremo al mare solo i soldi e tanto amore e vivremo nel terrore che ci rubino l’argenteria … lotteria a trecento milioni, mentre il popolo si gratta, a dama c’è chi fa la patta a settemmezzo c’ho la matta, mentre vedo tanta gente, che non c’ha l’acqua corrente e non c’ha niente, ma chi me sente, e allora amore mio ti amo
NUNTEREGGAE PIÙ”

Questa canzone potrebbe essere stata scritta di questi tempi. Attualissima. Invece ha esattamente 30 anni.
Ci credete? 30 anni! E’ una canzone è di Rino Gaetano (che probabilmente conoscete per GIANNA)
Rino era un cantante di qualità, con testi innovativi e antagonisti, per questo non aveva il meritato successo
Rino era avanti e subiva l’ostracismo di attaccare la sinistra, in un momento in cui se eri cantautore dovevi genufletterti al PCI.
Pochi secondo me sono riusciti a scherzare seriamente come Rino.
Con Rino si balla, si canta, si ride, si riflette, si piange.
A proposito tra poco c’e’ il festival di Sanremo. Chi presenta? Ah giá … Pippo Baudo.

Questa storia mi insegna 2 cose, anzi 3.
le cose in Italia non cambiano mai
alcune persone vanno decisamente controcorrente rispetto alla massa
se incontrate per caso uno di questi rivoluzionari, traetene un insegnamento

« …vedo già la mia salma portata a spalle da gente che bestemmia che ce l’ha con me… » (Rino Gaetano)

La notte del 2 giugno del 1981, mentre percorre Via Nomentana a Roma, a soli 30 anni Rino Gaetano va incontro a una tragica morte. La sua Volvo si schianta contro un camion. Cinque ospedali ne rifiutano il ricovero. La sua salma viene sepolta al cimitero del Verano di Roma. Ironia della sorte, una delle sue prime canzoni, “La ballata di Renzo”, narrava la storia di un giovane che, a seguito di un incidente automobilistico, non trovava un ospedale che riuscisse a ospitarlo…

Alcune persone sono “avanti”. Sempre.
Secondo voi perché è cosí difficile andare controcorrente alla massa?
Quali sono i rivoluzionari che preferite?

Certamente non volare…ma viaggiare

1 Gennaio 2008

“Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze. […] Sempre devi avere in mente Itaca - raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni…”
(ITACA di Kostantinos Kavafis)

Il 2008 è appena iniziato ed è giá tempo di bilanci. Qualcuno avrá rispettato i piani, qualcuno avrá realizzato i propri obiettivi, qualcuno li riproporrá tali e quali anche per il 2008. E con i bilanci arrivano anche i buoni propositi per l’anno nuovo.

Io mi sono preparato all’anno nuovo rileggendo la storia del mio personaggio preferito. ULISSE.
Ulisse, non è solo un personaggio della mitologia, è un modo di vivere, è un atteggiamento mentale.
Una mania che costringe l’essere umano a scegliersi sempre una destinazione.
Rappresenta da sempre quello spirito da viaggiatore che arde dentro ogni rivoluzionario, che lo spinge a partire sempre. L’anima di quelli che sanno che in fondo c’è sempre in porto una nave che li aspetta, un treno in procinto di partire alla stazione, o un aereo con ancora qualche posto libero.
Partire è la droga di chi è fanatico del nuovo, che è quasi sempre un fanatico del viaggio.

Ulisse era coraggioso, innovativo, astuto, curioso, amante dell’avventura, fanatico del viaggio, attaccato alla famiglia, traditore, bugiardo, strafottente, intelligente e farabutto, imbroglione con i potenti, sempre e comunque alla ricerca della verità.
Come Ulisse sapete bene che è più bello fare la valigia il giorno prima di partire che disfarla una volta arrivati a destinazione.

Le regole del viaggiatore RIVOLUZIONARIO per il 2008:
La meta è solo una scusa per partire, è il viaggio quel che conta
Scegliete solo grandi destinazioni
o Combattete perché il viaggio sia il più lungo possibile
Godetevi il tragitto
o Se non arrivate dove speravate, non importa, conta quel che siete diventati viaggiando

E se da vecchio metterai piede sulla tua isola, se la troverai povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. Con tutta la tua esperienza addosso, già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Nella mia Odissea quando Ulisse arriva a casa, uccide i Proci e finalmente dopo 20 anni di mare riabbraccia Penelope e Telemaco. Dopo aver fatto per tutta la notte l’amore con la moglie, fa di nuovo la valigia.
Mentre Penelope già lo piange sulla spiaggia, ormai rassegnata che il marito non cambierà mai, lui dà le vele ai venti e riparte per un’altra destinazione, che ancora non conosce,

Quando c’è da partire a volte la valigia non conta. Un rivoluzionario parte e basta, animato da quel fuoco dentro che non gli fa chiedere neanche il prezzo del biglietto.
A volte non chiede neanche dove si è diretti.

Il mio motto per il 2008 sará:
Domani? No grazie. Io parto adesso. Sempre meglio adesso
Perché l’importante, in fondo, è partire. Sempre.
Buon viaggio, ovunque siate diretti

Lo specchio magico

15 Dicembre 2007

Alice si mise a ridere.
“È inutile che ci provi, disse, non si può credere alle cose impossibili”
Forse non hai la pratica necessaria, disse la Regina. Quando io avevo la tua età, m’esercitavo per mezz’ora al giorno.
Ebbene, a volte credevo nientemeno che a sei cose impossibili prima della colazione.”
(Lewis Carrol, Alice nel paese delle meraviglie)

Pubblico la letterina di Natale di una mia blogger lettrice:

“Caro Babbo Natale, quand’ero bambina aspettavo sempre con ansia il Natale. Per me rappresentava davvero un momento speciale … tutti quei colori, gli odori dei caminetti, le strade addobbate, mi mettevano allegria.
Ricordo di aver passato interi anni della mia infanzia a lottare contro il sonno per aspettare  di incontrarti, buffo omino vestito di rosso che passavi nelle case di tutti i bambini.
Sfortunatamente perdevo sempre e mi ritrovavo al mattino con un regalo sotto l’albero e la promessa che il prossimo anno non mi sarei fatta fregare dal sonno!

Natali belli ce ne sono stati tanti nella mia vita, ma uno lo ricordo in modo particolare perché quell’anno, avevo 6 anni,  hai davvero superato te stesso. Mi hai fatto trovare sotto l’albero un regalo bellissimo…..
Uno specchio magico con trucchi, smalti e profumi.

Fu un regalo gradito alla mia indole e quello si riveló un Natale…molto indaffarato.
Si perchè con la mia sorellina, che ne aveva ricevuto uno identico, facevamo a gara a chi si metteva piu pasticci in faccia e sulle unghie. Ma quello specchio non rappresento solo un oggetto qualunque.
Divenne uno strumento “magico”.
Quando mi specchiavo, intorno a me tutto cambiava, mi rimandava l’immagine di una principessa bellissima che tra draghi e fate incantate passava le sue giornate in indimenticabili avventure.
Che bello che era sognare!!!

Oggi sogno un po’ di meno e quello specchio non mi basterebbe più sotto l’albero.
Ma di certo ogni volta che ripenso a quell’anno i miei occhi si illuminano ancora della stessa gioia di bambina.
Oggi che sono passati un po’ di anni la mia richiesta é questa: 
- il mio nuovo contratto di lavoro (cosí la smetto di essere precaria)
- una bella birkin di Hermes (tanto per accontentare quella bambina vanitosa)
- la telefonata di una persona a me cara che mi dice che gli manco da morire (e che nonostante gli errori fatti si può ricominciare)
- l’abbraccio di mio nonno, che sono 24 anni che non festeggia piu con me il Natale (ma è sempre qui con me)
…”

Uno specchio magico come quello di Alice nel Paese delle Meraviglie? Molto interessante.
E voi?
Quali sono i 3 desideri che vorreste trovare sotto l’albero questo Natale?
Fate attenzione a quel che desiderate, perché a volte i sogni si realizzano.

Buon Natale.